La Mostra "Oltre le Mura"

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Francesco D'ANDRIA

Università di Lecce

Nel momento di vedere realizzata un'iniziativa importante come questa Mostra dedicata all'antica città messapica di Manduria nasce spontanea una riflessione sul ruolo della ricerca archeologica oggi nel nostro territorio ed un confronto con la situazione di circa quarant'anni fa. Manduria negli anni '50, fu sede di uno dei cantieri attivati per fronteggiare la piaga della disoccupazione; decine di operai furono impegnati nello scavo delle tombe e delle mura, in pratica senza alcuna assistenza scientifica. Così lo studio e la pubblicazione dei materiali rinvenuti allora si porta a compimento oggi, attraverso nuovi scavi, questa volta nei depositi e negli archivi della Soprintendenza di Taranto. Rispetto a quei tempi, la coscienza dell'importanza, non solo culturale ma anche economica, del nostro patrimonio storico e aristico costituisce una realtà sempre più diffusa. Anche le strutture di presidio scientifico e di tutela sono oggi mutate: la Soprintendenza archeologica è presente in modo capillare sul territorio, con l'aumentato numero degli ispettori. L'Università di Lecce ha creato una Facoltà di Beni Culturali, partecipando attivamente ad iniziative di ricerca e di valorizzazione in cui gli Enti locali, in particolare i Comuni e le Amministrazioni provinciali, svolgono un ruolo sempre più incisivo. A questa positiva realtà si aggiunga il recente fenomeno delle Fondazioni private che hanno dato origine in Puglia ad iniziative come le Mostre, alcune di grande rilievo internazionale. E questo il quadro in cui si inserisce la collaborazione tra Soprintendenza archeologica e Università di Lecce, sancita da una Convenzione, in cui i Laboratori del Consiglio Nazionale delle Ricerche contribuiscono ad un comune progetto, fornendo il supporto tecnologico indispensabile per una gestione innovativa delle conoscenze sull'antico centro di Manduria. L'iniziativa di questa Mostra non nasce dunque nel vuoto ma costituisce un ulteriore anello di un costruttivo percorso le cui tappe principali sono il Progetto Oria, dove sono di recente stati realizzati il Museo ed il Parco archeologico, nell'area del santuario di Demetra a Monte Papalucio. Vaste rappresenta un'altra tappa; qui l'azione congiunta dell'Università, del Comune e delle due Soprintendenze ha portato al restauro del Palazzo baronale ed all'allestimento di una Mostra che sta suscitando uno straordinario interesse anche per il carattere innovativo dell'allestimento e per la ricostruzione virtuale della città messapica, che sorgeva a poca distanza da Otranto. In questo quadro dinamico di concertazione e di scambio si va sempre più affermando, anche nel Salento, il fenomeno delle cooperative giovanili nel settore dei Beni Culturali, una realtà indispensabile per dare corpo alla domanda di conoscenza delle proprie radici che l'uomo moderno esprime in modo sempre più consapevole. Questa crescita è oggi in grado di offrire una risposla anche al problema della occupazione, ma i giovani andranno sostenuti in tutti i modi, rimuovendo gli ostacoli che anche leggi recenti nel settore dei Beni Culturali hanno contribuito ad aumentare. Così la ricerca delle nostre radici e la fortuna dell'archeologia non rappresenterà una sterile contemplazione dell'Antico, ma un fattore dinamico di crescita, legato alle istanze più valide della realtà odierna. Come, nella "Dialettica dell'Illuminismo", Th. W. Adorno aveva perfettamente espresso: "Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze".

Tratto dall'opuscolo "Oltre le Mura" aspetti della società messapica dagli scavi Degrassi a Manduria 1955-1960