La Mostra "Oltre le Mura"

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Giuseppe ANDREASSI

Soprintendente per i beni archeologici della Puglia

L'inaugurazione della mostra sugli scavi condotti a Manduria dal soprintendente Degrassi fra il 1955 ed il 1960, tanto attesa in quella città ma anche nella nostra Soprintendenza, mi riporta ai primordi delle esperienze fatte personalmente in campo archeologico. Correva infatti l'anno 1964 e, come laureando in archeologia, ebbi la possibilità di partecipare alle attività di scavo che conduceva ad Egnazia, dall'anno precedente, Anna Maria Chieco Bianchi Martini; scavi la cui npresa era stata voluta, dopo una lunghissima interruzione, proprio da Nevio Degrassi. Ma sul finire del 1963 a lui, nominato ispettore centrale presso il Ministero, era subentrato come soprintendente Attilio Stazio, secondo un avvicendamento repentino ed almeno in apparenza inatteso. Sicché nell'estate del 1964, mentre gli scavi procedevano, Degrassi ritornò in Puglia per proseguire nella ricerca in corso, ma che purtroppo non sarebbe mai stata compiuta, sulla porzione già in luce del centro monumentale di Egnazia. Conobbi così ad Egnazia, in quella lontana stagione, sia l'ex soprintendente alle antichità della Puglia e del Materano, sia la realtà di quei "cantieri per disoccupati" finanziati dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale a partire dalla legge 264 del 1949 e attraverso i quali si era operato anche a Manduria ed in altre località della Puglia e d'Italia: cantieri con decine di operai e un 'soprastante', difficilmente controllabili dall'archeologo, per quanto bravo o coadiuvato da collaboratori occasionali. Un tipo di organizzazione 'datata', che già allora mi sembrò ingovernabile ai fini di una ricerca che aspirasse anche solo marginalmente a definirsi scientifica; una soluzione che mirava da un lato a risolvere i drammatici problemi occupazionali del tempo e dall'altro a portare velocemente alla luce, attraverso lo sterro, resti monumentali suscettibili di una immediata valorizzazione turistica. Quanta distanza dall'odierna visione di una ricerca archeologica impegnata a raccogliere dal terreno ogni possibile informazione attraverso il metodo stratigrafico, nell'ambito di cantieri in cui spesso gli operai sono meno numerosi degli archeologi e dei tecnici! Da questi ricordi forse si capiranno (e si giustificheranno 'storicamente') la limitatezza delle informazioni scientifiche tratte direttamente da quegli scavi e la lunga permanenza dei risultati nel 'limbo' dell'inedito e del non fruito. Ma forse si potrà comprendere anche la durata e la difficoltà dell'impegno sostenuto per realizzare questa iniziativa, forse imperfetta come programmazione temporale, ma certo utilissima per i risultati, a vantaggio sia della conoscenza scientifica sia di quella più generale del pubblico.

Tratto dall'opuscolo "Oltre le Mura" aspetti della società messapica dagli scavi Degrassi a Manduria 1955-1960